La musica nelle corti rinascimentali
Il caso dei musici e cantori alla corte di Pandolfo III Malatesta
Conferenza de “I Sabati dell’Audioteca” sabato 31 gennaio 2026, ore 17:00, Sala Grande dell’Accademia
La prima conferenza del 2026 è un nuovo appuntamento de “I Sabati dell’Audioteca”: Massimo Ciambotti (Professore dell’Università degli Studi di Urbino) e Salvatore Dell’Atti (Direttore d’orchestra, Compositore e Musicologo) parleranno di musici e cantori nel Rinascimento, con particolare attenzione alla corte di Pandolfo III Malatesta.
Pandolfo III Malatesta, signore di Fano e nel primo ventennio del XV secolo anche di Brescia e Bergamo, si distinse in generale per il mecenatismo alla sua corte e, più specificamente, per un uso sapiente della musica soprattutto come elemento di autorappresentazione. Tuttavia, indipendentemente dall’uso dell’arte come simbolo di potere, amava la poesia, la pittura ed egli stesso si dilettava nel suonare l’arpa e il liuto.
L’impiego di autorevoli musici di alto rango, spesso di lontana provenienza, serviva anche ad affermare la supremazia culturale della propria signoria rispetto ad altre corti italiane. Per Pandolfo III, la musica era davvero parte integrante della legittimazione simbolica pubblica del suo potere signorile. Tutto ciò è documentato nei registri contabili dell’amministrazione signorile (i famosi “Codici malatestiani”, oggi conservati nell’Archivio di Stato di Fano) che consentono di ricostruire la vita musicale di corte, sia a Fano che a Brescia, con una fervente presenza in particolare di strumentisti a fiato più idonei per costituire l’organico dell’Alta cappella.
A tale scopo si presenterà il panorama musicale dell’epoca facendo riferimento alla prassi musicale (unitamente ad alcuni ascolti di brani del periodo) e agli incarichi che i cantori e suonatori ricevevano, fenomeno che permetterà di avvicinarsi alla considerazione della musica, parte essenziale e necessaria per il perfetto cortigiano.
L’evento è aperto a tutti; non serve la prenotazione.
*Nell’immagine di copertina: particolare del Cassone Adimari (tempera su tavola, 1450 ca, Scheggia)*
Massimo Ciambotti è professore ordinario di Programmazione e Controllo presso il Dipartimento di Economia, Società, Politica dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e autore di numerose pubblicazioni in campo economico-aziendale. Si segnalano, in particolare, Il franchising nell’economia delle imprese minori, Franco Angeli, Milano, 1989; I sistemi di controllo nelle joint ventures internazionali, Edizioni LINT, Trieste, 1995; L’influenza dei fattori culturali sul controllo manageriale, Edizioni LINT, Trieste, 2001; Governo strategico d’impresa, Giappichelli, Torino, 2005; Temi e ricerche di Economia Aziendale. Imprese, imprenditorialità, capitale umano, Franco Angeli Editore, Milano, 2015. Ha partecipato a diversi convegni in Italia e all’estero e numerose sono le pubblicazioni in vari volumi e riviste sia nazionali che internazionali. Nell’ambito della Storia della ragioneria è autore di diversi studi su Luca Pacioli e di vari contributi anche in ambito internazionale. Insieme ad Anna Falcioni, è autore dei volumi su Liber viridis rationum curie domini. Un registro contabile della cancelleria di Pandolfo III Malatesti, Argalia Editore, 2007 e Il sistema amministrativo e contabile nella signoria di Pandolfo III Malatesti (1385-1427), Franco Angeli, Milano, 2013. É socio ordinario dell’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA), della Società Italiana dei Docenti di Ragioneria e di Economia Aziendale (SIDREA) e della Società Italiana di Storia della Ragioneria (SISR).
Salvatore Dell’Atti è direttore d’orchestra, compositore e musicologo. Dirige in Europa, Asia e America Latina ed in alcuni casi ha rappresentato l’Italia. Autore di musica da camera, sinfonica e la composizione Musiche per la Piecè Teatrale Gioco al Massacro, liberamente ispirata a E. Ionesco, è risultata vincitrice (1998). Professore ordinario presso il Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, collabora con importanti istituzioni (teatri, università, festival, accademie, ecc.). Partecipa regolarmente a convegni in Italia e all’estero ed è invitato, come “esperto straniero di alto livello”, per conferenze di storia della musica e masterclass di composizione presso importanti istituzioni straniere. I suoi ambiti di ricerca si caratterizzano per un approccio interdisciplinare. Tra le ultime pubblicazioni si segnalano: «Contentar l’udito»: dalla Divina proportione alla prassi musicale della corte urbinate in Luca Pacioli Maestro di contabilità – Matematico- Filosofo della natura; La Griselda: da eroina perseguitata nella novella di Boccaccio all’interpretazione di Angelo Anelli; Per una lettura iconografico- musicale delle opere di Luca Signorelli; Affinità elettive fra Luigi Nono e Giuseppe Ungaretti. Membro della Società Italiana di Musicologia; dell’Associazione Nazionale Critici Musicali, è iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Toscana. Nel 2019, per il suo eclettismo, gli è stato conferito il Classic Music Award.